Lui
racconta... |
Monteluco, 2 luglio 2008...
''Sono le 23.15 e ho deciso di scrivervi ora per non rinviare ulteriormente le mie lettere.
(...) Il probandato* sta procedendo molto bene. Siamo in 9 probandi, da tutte le parti d'Italia (con noi c'è anche un sacerdote diocesano che si è sentito chiamato a perfezionare la sua sequela nella vita religiosa).
Questo anno è di prova, appunto: siamo chiamati ad approfondire la nostra fede in Dio, a conoscere il carisma e la spiritualità francescana, ad esercitarci in una relazione intima e personale con Dio, a vivere la dimensione della preghiera comunitaria coi fratelli che il Signore ci ha donato. Tutto Questo in un contesto di grande concretezza: servizi nella casa, accoglienza ad ospiti e pellegrini, turni di responsabilità, un orto da coltivare, la liturgia da affinare...
Viviamo inseriti in una comunità di 4 frati, tutti Padri, che vegliano sul nostro cammino e confermano la nostra vocazione. La direzione spirituale è affidata al Maestro. Visto che Monteluco è un eremo alquanto isolato nel periodo invernale, abbiamo vissuto esperienze ''esterne''. Ad esempio due settimane di servizio all'OPSA di Padova, il pellegrinaggio, il servizio all'infermeria provinciale, i ritiri di preghiera dalle clarisse, la forte comunione con la Chiesa Diocesana nei frequenti rapporti col vescovo e con i sacerdoti di questa chiesa particolare (Spoleto-Norcia).
In tutto questo ha grande importanza la crescita personale.
Siamo chiamati sempre più a conoscerci, a divenire responsabili e ancorati in Cristo, intrisi di Parola e uniti con carità gli uni con gli altri.
Spero di aver offerto una panoramica sintetica ed esaustiva di quest'anno. Passo ora a dire brevemente la mia esperienza personale.
Credo che mi abbia aiutato molto il cammino precedentemente percorso, in particolare i 6 mesi vissuti alla scuola di evangelizzazione di Montefalco.
Ho vissuto con relativa facilità il distacco dalla famiglia, dagli amici, dal lavoro, dagli affetti, dagli agi, dalle abitudini.
Il vuoto creato da questi tagli è spazio offerto alla Parola e all'intimità con Dio.
Sembra impossibile che qui il sabato sera sono a letto alle 10, stremato dalle fatiche.
Sembra impossibile vivere senza TV, telefono, internet, cellulare, macchina, viaggi...
Ma non è così.
Il Signore promette una misura ben più traboccante a chi lascia qualcosa per Lui.
E la ricompensa è avere il cuore pieno di Lui, gli occhi volti alla contemplazione del suo mistero, la ragione al lavoro per fare spazio all'assurdo della sua infinita misericordia, del suo Amore per noi.
Quest'anno è stato silenzio per fare memoria della storia che Dio ha fatto con me.
E' stato luce per illuminare la mia umanità ferita, sanguinante, incompleta, assetata d'amore, bisognosa di un Padre.
E' stato anche profeta che mostra le mie mancanze, il mio peccato, la mia incapacità di fidarmi di Dio, a morire per gli altri.
Ma Dio non si schifa di me miseria, anzi aspetta con ansia che le mie labbra pronuncino quelle parole: Signore sono perduto, salvami (Mt. 8).
Allora può destarsi dal sonno e dirmi con affetto: Perché sei pauroso o uomo di poca fede?
Allora può far tacere il vento e il mare burrascoso che minacciano la barca della mia vita.
Questa parabola è la parabola di una vita.
Chiediamo al Signore che ci doni abbastanza fede per rivolgerci a Lui, nostro Creatore e Redentore.
Chiediamogli la forza di essere figli suoi, solo così potremo essere padri di altri.
Chiediamogli la capacità di far tacere la ragione che vuol farci perire per fare memoria del cammino di salvezza che ci sta facendo vivere ... '' --> continua
ps: se Dio vuole, l'8 settembre ci sarà la cerimonia privata della vestizione e poi l'ingresso in Noviziato a San Damiano. |